L’asino Amiatino è una razza autoctona derivata dall’asino africano, introdotto in Italia dagli Etruschi o da mercanti Fenici. Oggi è allevato prevalentemente in una area limitata nel centro Italia, particolarmente in Toscana, e costituisce un nucleo numericamente ridotto (circa 1400 capi), tanto da essere considerato a rischio di estinzione. Ha il caratteristico mantello grigio sorcino con croce scapolare e zebrature più o meno marcate agli arti. Attualmente l’asino Amiatino viene utilizzato per lo sfruttamento delle aree marginali, nei tradizionali palii di cui è ricca la tradizione toscana, come animale da trekking, come cavalcatura per i bambini ed anche in onoterapia per il recupero e le terapie dei disabili. Recentemente sono stai avviati studi per utilizzare l’asino dell’Amiata per la produzione di latte come già avviene per altre razze asinine. Il latte d’asina, il più simile al latte materno, è un alimento dalle caratteristiche singolari che riveste una grande importanza dal punto di vista medico e nutrizionale, assolutamente indispensabile soprattutto nei casi di intolleranza da parte dei neonati verso il latte artificiale e ancor più nelle allergie al latte vaccino. Lo scarso contenuto di grassi, ma con un’elevata componente di acidi grassi insaturi, lo rendono inoltre particolarmente indicato per i soggetti anziani nella cura e prevenzione delle patologie geriatriche come aterosclerosi, osteoporosi e patologie cardiovascolari. Infine può trovare interessante impiego nell’industria della cosmesi. La produzione di latte d’asina, quindi, presenta prospettive di mercato interessanti, e può costituire nelle aree agricole vocate, una scelta produttiva innovativa per l’impresa agricola che in alcuni contesti ha necessità di individuare nuovi sbocchi di mercato