La lunghezza è 70–75 cm priva di coda, l'altezza 45–50 cm. Il pelo si presenta olivastro con qualche sfumatura di rosso, tendendo a diradarsi e ingiallirsi, con accenni di grigio e di biancastro, nella parte inferiore. La faccia, le orecchie e i piedi sono di color carnicino, mentre le callosità ischiatiche appaiono rosso pallido. Le bertucce sono relativamente esili e di membra longilinee. Da autentica scimmia rupestre la bertuccia è capace, per così dire, di strappare il nutrimento alla dura pietra: svelle le radici delle piante, mangia gli insetti, afferra gli scorpioni, beve le uova di uccello, scova i vermi sotto le pietre rotolandole instancabilmente, strappa le punte dell'erba, coglie le bacche, schiaccia i gusci delle lumache, acchiappa le lucertole, ruba i grappoli d'uva e osa anche spingersi nei giardini per farvi piazza pulita. La bertuccia è poligama. Di fronte ai membri della sua famiglia il maschio si comporta come un feroce tiranno, quando c'è da spartire qualche cosa fa la parte del leone e se la femmina o i piccoli trasgrediscono questa legge fondamentale li picchia spietatamente. In questi casi fa le boccacce, stravolge la faccia in una grinta furente, digrigna i denti, schiamazza battendo la dentatura mentre le labbra gli tremano di rabbia, lancia grida brevi ma tremende e nel volgere di pochi secondi perde completamente le staffe. Se trattata con molto affetto, la bertuccia si mostra però assai docile e accomodante. Ad essa erano affidate piccole parti episodiche nei teatrini che una volta allietavano le fiere annuali.