Questo animale ha una folta e lunga pelliccia che gli consente di abitare oltre i 3 mila metri di altitudine e di affrontare i rigidi inverni dell’altopiano Tibetano, avventurandosi anche fino ai 6 mila metri di altitudine alla ricerca di cibo. Il senso maggiormente sviluppato è l’olfatto, che gli consente la ricerca del cibo anche sotto la neve e di avvertire a grandi distanze, quindi in anticipo, il suo naturale nemico: il leopardo delle nevi. La grande mole e le corna di cui sono dotati entrambi i sessi sono temibili armi di difesa. Sempre a scopo di difesa si riuniscono in grandi mandrie al cui interno i giovani e gli animali più deboli sono protetti. Grazie al suo sistema digerente lo yack riesce ad affrontare temperature inferiori ai 40° sotto lo zero, persino immergendosi in acque ghiacciate. Questo grazie al suo apparato digerente. Il cibo passa nella prima delle quattro “camere” in cui è diviso il suo stomaco, chiamata rumine. Nel rumine il cibo fermenta a 40° offrendo sufficiente calore per riscaldare il corpo dell’animale. I micro organismi lì presenti ammorbidiscono il cibo, che viene rigurgitato e masticato una seconda volta. Dopo essere stato inghiottito per la seconda volta il cibo passa attraverso le altre 3 “camere” dello stomaco nelle quali viene degradato completamente