Il pellicano bianco frequenta paludi, lagune e coste marine dell’Europa sudorientale (saltuariamente è possibile osservarlo anche nell’Italia settentrionale) e dell’Asia meridionale; in inverno migra verso l’Africa nordorientale e l’India settentrionale. Come le altre specie della famiglia ha un aspetto inconfondibile, soprattutto per l’enorme becco, diritto e appiattito, con la mascella superiore che termina a uncino e la mandibola che sostiene il sacco cutaneo, una borsa estensibile che può contenere diverse prede.

Il tronco è allungato, il collo mobilissimo, le zampe sono corte e tozze con le dita riunite da una membrana che tradisce il perfetto adattamento alla vita acquatica; l’apertura alare si aggira sui 2,3-3,6 metri. Il piumaggio è bianco, con remiganti nere; il becco è giallo e le zampe rosa. Buon volatore e provetto nuotatore, sulla terraferma il pellicano bianco si muove goffamente. Si nutre soprattutto di pesci, che può divorare subito dopo la cattura o accumulare nella sacca che sta sotto il becco; la sua dieta comprende anche crostacei e vermi, talora rifiuti.

Ha abitudini gregarie, non solo durante il periodo riproduttivo; ogni primavera (tutto l’anno in Africa) la femmina depone 2 uova, che cova per 29-36 giorni. I genitori nutrono i piccoli con pesci parzialmente digeriti che rigurgitano dal gozzo: mentre tengono il becco aperto e compresso contro il torace, i piccoli introducono avidamente il loro in quello dei genitori e vi prelevano il cibo.