Un comportamento unico delle bertucce

Il nostro ultimo arrivato nella famiglia delle bertucce (o macachi di Barberia Macaca sylvanus) ama osservare il mondo circostante aggrappato al folto pelo degli adulti. In realtà però è facile che lo troviate aggrappato al maschio del gruppo, non alla madre. E’ questo un comportamento che tra i Primati si osserva con questa frequenza solamente nelle bertucce, e gli scienziati stanno ancora cercando di capirne il perché. Si ipotizza che i maschi traggono vantaggio nelle relazioni sociali con gli altri maschi del gruppo. A questo fine risultano molto importanti le ricerche svolte nei giardini zoologici, dove gli animali sono facilmente osservabili e riconoscibili individualmente. Questo esempio ci offre l’opportunità di evidenziare come i parchi zoologici non sono solo un luogo piacevole per trascorrere una giornata all’aperto, ma offrono importanti opportunità di osservazione per meglio comprendere l’evoluzione dei sistemi sociali in alcuni gruppi animali, accessibili sia allo scienziato che al visitatore comune.

Perché gli animali di uno zoo cambiano?

Gli zoo cercano di rispondere nel migliore dei modi ai compiti educativi, scientifici e di conservazione che vengono loro richiesti in Europa. Nel contempo devono tenere conto delle sempre insufficienti risorse economiche che hanno a disposizione e che provengono esclusivamente dai visitatori paganti.

Per questo tutti gli zoo devono periodicamente analizzare le strutture e gli animali che vi sono ospitati, e rivedere eventualmente la composizione delle loro collezioni ponendo la massima attenzione al benessere degli animali ospitati, allo status di conservazione delle specie selezionate e infine ai programmi educativi che lo zoo porta avanti.
Per uno zoo di piccole dimensioni, ad esempio, sarà più vantaggioso rivolgere la propria attenzione verso specie di piccole e medie dimensioni che non verso grandi mammiferi che necessitano anche di ampi spazi. In altri casi si può propendere per certe specie che sono scarsamente rappresentate in altri zoo.
Infine, nel caso sia rimasto un unico individuo di una certa specie, i tecnici dello zoo possono valutare le difficoltà e i costi di una ristrutturazione della exhibit, che magari invece risulterebbe ottimale per un’altra specie, e decidere quindi di inviare il singolo esemplare in un altro zoo.
Quindi è importante che i visitatori capiscano che uno zoo oggi non può essere un agglomerato casuale di specie, ma il risultato del lavoro di diversi specialisti e di una rete internazionale di esperti che coordinano i programmi di riproduzione di centinaia di specie minacciate.